Ancarani Vini | il Centesimino
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il Centesimino

Il Centesimino (un vino speciale)

Nelle colline di Faenza biodiversità si declina in “Centesimino”, vitigno autoctono riscoperto, coltivato e sapientemente trasformato in ottimo vino da un ristrettissimo nucleo di produttori (otto in tutto).

L’azienda Ancarani è non solo felice, ma anche orgogliosa di essere una di queste realtà; il “Centesimino” è una ricchezza per tutto il territorio e uno dei punti di forza per il rilancio viniviticolo dell’intera area romagnola.

Proprio da questo vitigno, otteniamo il Savignôn Rosso…

Il Savignôn Rosso

Documenti del XVII secolo attestano la presenza in loco di vigneti di “Marzemino, Muscatella, Sanzuvesa”, precisazione di non poco conto se si tiene presente che all’epoca era già difficile trovare negli archivi inventari distinzione fra uve bianche e uve nere.

La storia del Savignôn Rosso è certamente più recente, ma non per questo meno interessante.

La più vecchia etichetta rintracciata riferibile a vino prodotto da uve Centesimino è di metà degli anni ’60: l’aggiunto agronomo delle Opere Pie Raggruppate Paolo Visani propose di imbottigliare perte della produzione e fece realizzare dalle Litografie Artistiche di Faenza l’etichetta che riporta l’indicazione “SAUVIGNON – vino rosso di Faenza”.

Sembra che i vigneti di Savignôn Rosso messi a dimora nei pressi di Oriolo a cavallo tra gli anni ’60 e gli anni ’70, derivassero da impianti precedenti, a loro volta derivati da materiale preso dal podere Terbato, di proprietà del signor Pietro Pianori, detto Centesimino.

Alcune fonti riportano che le marze utilizzate per allestire l’impianto del podere Terbato derivassero da una pianta presente in un giardino all’interno delle mura di Faenza. È possibile dunque che questa pianta fosse scampata alla fillossera.

Il Vitigno

Dopo accurati controlli, che inizialmente hanno puntato a verificare le eventuali somiglianze con vitigni di Alicante, il Catalogo Nazionale delle Varietà dei Vitigni ha riconosciuto il Centesimino come vitigno a se stante nel dicembre 2003.

Il Centesimino ha foglia grande, verde scura, mentre il grappolo a maturazione è piuttosto piccolo (sui 300g.), gli acini di media grossezza, di colore blu-nero.

Rispetto al Sangiovese, il Centesimino presenta una fertilità minore delle gemme basali e anche la produttività risulta ridotta a causa delle minori dimensioni del grappolo. L’uva va raccolta ben matura, normalmente nell’ultima decade di settembre, per abbassare l’alta acidità.

Il Vino

Rosso rubino, sfumature violacee, profumi floreali, di spezie e sottobosco.

Al palato secco, intenso e persistente, con una buona tannicità; ottima struttura e equilibrio.

Ma è difficile mettere su carta le sensazioni che può regalare un vino unico, così legato alla zona d’origine, specchio magnifico di quella gente che da secoli vive ed ama quelle prime colline che si stendono all’ombra della massiccia Torre d’Oriolo

Savignôn,
No Sauvignon

Il Savignôn Rosso è coltivato unicamente nelle terre di Oriolo dei Fichi, terre ricche di storia e da sempre legate alla produzione di vino di qualità.


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